Qui, nel Sud - Italia, stiamo sviluppando e attuando progetti di auto-sussistenza e autogestione, basati sui principi del rispetto della diversità e della sostenibilità ecologica. Tutti noi, organizzatori del Gaia International Festival, siamo impegnati nel promuovere un cambio reale attraverso progetti di simbiosi e scambio culturale capaci di andare (e guardare) oltre gli attuali paradigmi che stanno devastando la terra, irrigidendo i sistemi nelle proprie frontiere.
Non è ancora troppo tardi per noi, ed altre innumerevoli specie, nonostante la distruttiva società del consumo sembri essere un treno inarrestabile.
Siamo noi che dobbiamo mettere in gioco i nostri sforzi per le future generazioni e per nostra Madre Terra. Se volete unirvi a noi in questo cambiamento, saremo ben lieti di accogliere i vostri input creativi, artistici, e qualsiasi altra cosa possiate mettere a disposizione dal 19 al 26 giugno. Noi stiamo già creando una simbiosi regionale e internazionale, scambiando idee che permetteranno la prosecuzione del Gaia International Festival anche dopo questa settimana di dibattiti, forum, workshops, modelli di sostenibilità, yoga, escursioni guidate, arte e musica.
Tra i migliori momenti che questo evento ospiterà, ci sarà la presentazione del modello di Riace, un esempio di accoglienza per immigrati, armonia interrazziale e integrazione, sviluppato appunto nel Comune di Riace e oggi considerato dall’Agenzia Rifugiati delle Nazioni Unite come esempio internazionale di integrazione per la futura società umana.
Riace è una città della costa Ionica calabrese. La città in collina venne abbandonata da molti suoi abitanti, che lasciarono la propria terra per inserirsi nel mondo capitalistico. Contrariamente alle politiche razziste e anti-immigrazione del governo italiano ,in primis, e di altri Stati Europei, il sindaco di Riace ha deciso di offrire a costi gratuiti case ed elettricità agli immigrati giunti fin lì, i quali fuggono dalle guerre e dalla povertà che affliggono Paesi come Afghanistan, Iraq, Palestina, Somalia, e altri ancora; questa ospitalità viene offerta in cambio di una promessa, ossia quella di apprendere l’italiano e lavorare per creare un’economia locale, includendo scambi di produzione, cibo ed eco-turismo. Questo modello viene oggi visto dall’Agenzia Rifugiati dell’ONU come un modello di integrazione che si oppone alle restrizioni di frontiera, ai muri di divisione e separazione. Wim Wenders, di recente, ha girato un documentario su Riace, considerando questa realtà come un modello utopistico per il futuro dell’umanità. (Altre informazioni possono trovarsi collegandosi a: http://www.unhcr.it/cms/view.php?dir_pk=22&cms_pk=758)
Tutti questi tipi di soluzioni – eco-villaggi, energia rinnovabile, produzione di cibo locale, raccolta differenziata e riciclaggio, e mutamento sociale – ci stanno muovendo. Queste misure richiedono una presenza attiva piantando semi, coltivando terra, componendo, comunicando, imparando, studiando, rispettando e creando. Agire in maniera diretta vuol dire avere risultati diretti.